Tagli indiscriminati alla spesa regionale

L’inestimabile patrimonio delle Ville Tuscolane sta per essere abbandonato a sé stesso.

Il futuro dell’I.R.Vi.T., Istituto Regionale Ville Tuscolane, nato nel 1992 con legge regionale, è infatti fortemente messo in discussione da una serie di interventi proposti dalla Regione per il taglio alle spese pubbliche. L’I.R.Vi.T. ha svolto negli ultimi anni una decisiva funzione di tramite tra lo Stato e i proprietari delle Ville Tuscolane, allocando i finanziamenti e promovendo progetti concreti di restauro, recupero, riqualificazione e promozione di queste splendide dimore antiche. In una memoria di venerdì 22 settembre è però emerso che anche l’I.R.Vi.T. risulta uno di quei cosiddetti enti inutili che la manovra della Regione Lazio ha deciso di eliminare.

Quello che si prospetta è un provvedimento che, nel caso specifico, apporterà un cambiamento solo sulla carta, volto a concretizzare nell’immaginario collettivo l’idea di un effettivo ripulisti all’interno delle amministrazioni pubbliche, ma che in definitiva non garantisce alcun risultato in termini di risparmio effettivo.
L’I.R.Vi.T., lontano dall’essere un Ente inutile, è molto piccolo, efficiente ed economico e ha già da tempo provveduto a tagliare i costi superflui. Innanzitutto con il nuovo Consiglio Regionale, l’Ente è stato commissariato: l’unica carica attualmente vigente è pertanto quella del Commissario Straordinario, il quale percepisce un’indennità decisamente meno gravosa rispetto a quella di tanti altri funzionari pubblici non destinati però ad essere rimossi dal loro ruolo.
All’atto del proprio insediamento il Commissario Straordinario Regionale ha inoltre attuato un piano di riorganizzazione e rilancio dell’Ente che ha conseguito il risultato di una contrazione del 40% delle spese di funzionamento.
Va evidenziato che la spesa complessiva annua per il funzionamento dell’I.R.Vi.T. è attualmente pari a 180.000 euro contro i 300.000 euro utilizzati della precedente gestione.
A premio di questa politica di risparmio attuata dall’Ente, la Regione ha però pensato bene di non versare dall’inizio dell’anno neanche un euro all’I.R.Vi.T., nonostante l’impegno formale ed ufficiale preso con l’approvazione del bilancio di previsione 2007.
Sono questi indiscriminati tagli al bilancio che rendono inutile un Ente indispensabile, perché nel lungo periodo lo costringono ad una situazione di inoperatività e lo rendono incapace di agire per portare a termine gli obiettivi prefissati.
È tuttavia evidente l’effettiva necessità dell’azione dell’I.R.Vi.T. negli ambiti di sua competenza.
Le Ville, poste sotto vincolo, richiedono continui interventi di salvaguardia finalizzati ad evitare il riproporsi di casi simili a quello di Villa Muti, al momento oggetto della stampa e della politica locale.
Recentemente infatti il Comune di Grottaferrata ha rilasciato una concessione edilizia per fare di Villa Muti un lussuosissimo condominio di cinquanta appartamenti, nonostante il decreto 2.10.1998 dell’allora Ministro ai Beni e Attività Culturali superasse di fatto un precedente parere favorevole all’uso residenziale della Villa, sottoscritto nel 1992 dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici.
L’I.R.Vi.T. per evitare il proporsi di una simile problematica aveva già da tempo elaborato un progetto per la creazione all’interno di Villa Muti sia del Museo del Giardino storico all’italiana che dell’Accademia internazionale di restauro del Giardino storico.
Questa iniziativa avrebbe promosso un’azione di recupero con finalità d’uso strategico della Villa e avrebbe ridato alla collettività la possibilità di fruire di questo splendido edificio storico, permettendo una più completa razionalizzazione e un più decisivo sviluppo delle conoscenze nell’ambito della valorizzazione del Giardino storico.
A causa dell’insufficienza di risorse però non è stato possibile concretizzare questo progetto e Villa Muti ad oggi è ancora fatiscente e in stato di abbandono.
Paradossalmente, malgrado il clamore ottenuto dal caso Villa Muti, è stata presa in considerazione l’ipotesi di delegare le competenze dell’I.R.Vi.T. ad una Fondazione tra i comuni sedi delle Ville Tuscolane.
Con questo provvedimento, le Ville Tuscolane, patrimonio architettonico, storico e culturale di immenso valore, si ritroveranno in completa balia di coloro che, in riferimento al caso Villa Muti, hanno già provveduto a dar seguito a progetti di speculazione edilizia.
In secondo luogo, con l’istituzione di una Fondazione si darà vita ad un organico sicuramente più articolato e costoso di quello presente al momento in I.R.Vi.T. al cui interno ogni giorno collaborano attivamente e costantemente un cospicuo gruppo di volontari animati dalla passione per queste splendide architetture testimonianze di un’epoca passata.
La futura sorte dell’I.R.Vi.T. non appare ancora ben chiara neanche agli Assessori promotori di questa manovra, ma qualsiasi soluzione proposta fino ad oggi, non sarà sicuramente un mezzo per tagliare i costi, già fortemente contenuti, o per rendere più efficiente la gestione, già estremamente valida.
Al momento l’unica alternativa più economica dell’I.R.Vi.T. è abbandonare le Ville Tuscolane alla cura dei soli proprietari, privando così tutti della possibilità di godere della bellezza di questi luoghi unici e soprattutto rischiando di perdere in maniera irrecuperabile questo ingente patrimonio collettivo.

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