Villa Torlonia

Alcune informazioni su Villa Torlonia

Dell’originario complesso oggi si può ammirare solo il parco, il Teatro d’acqua, le fontane e le scalinate. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale infatti, il palazzo fu quasi completamente distrutto e ricostruito in forme moderne. La più antica costruzione della villa risale al 1565 quando Annibal Caro costruì, nel luogo in cui si pensava fosse la villa di Lucullo, un piccolo edificio nominato “caravilla”che usò come luogo di traduzione, tant’è vero che qui completò la traduzione dell’ Eneide. Nel 1579 la villa venne acquistata dal cardinale Tolomeo Galli, segretario di stato di papa Gregorio XIII Boncompagni, che ampliò la proprietà e costruì il primo nucleo di quella che sarà la grande villa degli anni successivi.

Nel 1607 la villa fu acquistata dal cardinale Scipione Borghese che, anche con il supporto dello zio, papa Paolo V, affidò a Flaminio Ponzio, Carlo Maderno e Giovanni Fontana, esperto di idraulica, importanti lavori di ristrutturazione.Scipione Borghese provvide dunque alla realizzazione delle fontane e dell’acquedotto necessario ad alimentarle. Sorsero per suo volere il grandioso “Teatro delle acque” a monte della villa, caratterizzato da una lunga parete con nicchie e pilastri decorati con statue e vasi, la peschiera al di sopra delle cascate e la famosa fontana “del candeliere”, collocata nel piazzale belvedere realizzato nello stesso periodo.Nel 1614, malgrado l’importanza dei lavori eseguiti, il cardinale Scipione Borghese decise di vendere questa proprietà per acquistare villa Taverna e villa Angelina con l’intento di riunire le varie proprietà Borghese del Tuscolo intorno al complesso di villa Mondragone, ormai quasi ultimata. Acquisitata in seguito da Giovan Angelo Altemps, la villa passò nel 1621 ad Alessandro Ludovisi che diede inizio a importanti lavori di ampliamento e di decorazione del palazzo e del giardino.

Incaricato di questi lavori fu Carlo Maderno che costruì il fronte orizzontale del Ninfeo, formato da nicchie, pilastri e vari elementi decorativi e completò la costruzione del Teatro delle acque. Tra il 1661 ed il 1680 la villa passò di proprietà, prima per vendita e in seguito per successioni e donazioni, ai Colonna e poi alla famiglia Conti che la detennero fino al 1820, per poi pervenire agli Sforza Cesarini e, in ultimo, nel 1841, ai Torlonia . Famose le pitture presenti nel salone principale del piano nobile: il “Trionfo di Bacco” e, in una stanza adiacente, la “Forza che corona la Mansuetudine” di Maffeo Mieli (1732), mentre nella volta di altri due ambienti, grottesche della scuola degli Zuccai.
Il giardino di villa Torlonia è ancora tuttora considerato il più ricco di motivi architettonici, di piante e acque fra quelli delle ville tuscolane: gruppi e file di alberi intersecati da sentieri e, al centro, il viale di platani che gode in tutto il suo percorso della vista della catena d’acqua. Oggi Villa Torlonia è diventata un importante parco di proprietà Comunale.

Info: segreteria@irvit.it