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L'ENTE |
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Lettera aperta del Dott. Silvio Lavagnini Commissario Straordinario
Regionale all’I.R.Vi.T. Istituto Regionale Ville Tuscolane
sul caso Villa Muti
20 settembre 2007
Egregio Ministro dei Beni e le Attività
Culturali on. Francesco Rutelli,
Egregio Presidente della Regione Lazio on. Piero Marrazzo,
Egregio Assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport on. Giulia Rodano,
con questa lettera aperta, mi rivolgo a Voi per sollecitare un intervento
quanto mai urgente per Villa Muti, sita tra i comuni di Frascati
e di Grottaferrata.
Pur essendo tra le più importanti Ville storiche del Lazio,
è stata infatti abbandonata a sé stessa da decenni.
La Villa, così come il suo parco, non possono essere negati
alla fruizione pubblica poiché rappresentano uno splendido
esempio dell’arte e della cultura del ‘500 ed una testimonianza
d’inestimabile valore delle tradizioni e della storia italiana.
Il Comune di Grottaferrata ha rilasciato una concessione edilizia
per la realizzazione di un lussuosissimo condominio a Villa Muti.
L’I.R.Vi.T. del resto si è impegnato già da
tempo nel sollecitare una risoluzione che potesse evitare il proporsi
di una simile problematica, sviluppando il progetto che prevede
di realizzare a Villa Muti sia il Museo dei Giardini storici all’italiana,
e dei parchi e giardini storici d’Europa, sia l’Accademia
internazione di restauro del giardino storico, iniziative orientate
alla valorizzazione, conservazione e diffusione della conoscenza
del patrimonio culturale italiano in un’ottica di conservazione
integrata del bene storico-architettonico.
Questo progetto può innegabilmente rappresentare un intervento
concreto per sviluppare il territorio da un punto di vista culturale,
turistico ed economico e per impedire la violazione del diritto
di ognuno alla fruizione del complesso monumentale.
L’I.R.Vi.T. con le proprie forze, aggravate ancor di più
dalla politica regionale dei tagli di bilancio, non può far
fronte all’impegno economico per la realizzazione del Museo
e dell’Accademia. Si rende pertanto indispensabile un intervento
congiunto Stato-Regione da cui possa scaturire lo stanziamento dei
fondi necessari.
L’I.R.Vi.T. come dimostra il caso Villa Muti non solo non
è un Ente inutile, ma al contrario è un Ente più
che indispensabile che deve inequivocabilmente essere posto nella
condizione di operare con maggiori poteri esecutivi a tutela del
patrimonio storico-architettonico di sua competenza.
Voglio sottolineare che da quando è stata interdetta in sede
giudiziaria la destinazione di Villa Muti a Scuola Superiore di
Polizia sono passati più di venti anni e non si è
arrivati ad alcuna soluzione se non quella oggetto dell’attenzione
dei mezzi di informazione locali e nazionali.
Certamente la realizzazione di un lussuosissimo condomino a Villa
Muti non è la forma migliore per recuperare un bene di tale
importanza storica, architettonica e culturale.
Nel restare a Vostra totale disposizione, colgo l’occasione
per ringraziare dell’attenzione rivolta alle problematiche
del territorio e porgo i miei più distinti saluti.
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CASO VILLA MUTI
Comunicato del 6 settembre 2007
Da qualche giorno si è ripresentato all'attenzione
dei lettori il caso che riguarda Villa Muti.
La nuova giunta di centrodestra di Grottaferrata, in barba al decreto
del Ministero dei Beni Culturali del 2.10.1998 che sconfessava un precedente
parere favorevole dell’allora Soprintendenza per i Beni Ambientali
ed Architettonici del Lazio per l'uso residenziale della Villa, ha rilasciato
una concessione edilizia per la realizzazione di circa 48 appartamenti
residenziali a Villa Muti, splendido gioiello storico-architettonico dall'inestimabile
valore, che rappresenta una parte importante per la storia e le tradizioni
dell'area dei Castelli Romani, dell'Italia e dell'Europa.
Sul caso abbiamo voluto intervistare il Dott. Silvio Lavagnini, Commissario
Straordinario Regionale all'I.R.Vi.T. - Istituto Regionale Ville Tuscolane.
- Dott. Silvio Lavagnini cosa pensa sul caso Villa
Muti?
Con la legge n. 43 del 1992, istitutiva dell'Ente,
la Regione Lazio ha posto le Ville Tuscolane tra cui Villa Muti sotto
la competenza dell'Ente.
L'I.R.Vi.T. già da tempo ha sollecitato una soluzione che evitasse
una simile problematica, infatti, sotto indicazione della Soprintendenza
per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio, la precedente gestione
dell'Ente aveva cercato di dar seguito ad un progetto che prevedeva di
realizzare a Villa Muti la Scuola di restauro del giardino storico all'italiana.
Progetto di cui ho trovato traccia all'atto del mio insediamento che ho
ritenuto valido ed ho rivisto ed arricchito prevedendo che a Villa Muti
potesse essere realizzato il Museo dei Giardini storici delle Ville Tuscolane
e la sede dell'Accademia internazionale del restauro dei giardini storici
all'italiana e che ha raccolto assenso favorevole della Regione Lazio.
Purtroppo il poco tempo trascorso dalla mia nomina a Commissario, la politica
dei tagli alla spesa del bilancio adottata dalla Regione che ha pesato
fortemente anche sull'I.R.Vi.T., la legge finanziaria regionale 2007 che
ha previsto la trasformazione degli Enti dipendenti dalla Regione in
agenzie regionali, la polemica sugli Enti inutili, hanno rallentato il
reperimento dei fondi necessari per la realizzazione del progetto, anche
se l'I.R.Vi.T. come dimostra il caso Villa Muti è un Ente indispensabile.
Nel caso specifico voglio sottolineare che già da tempo mi sto
battendo per ampliare i poteri esecutivi dell'Ente ed allargarne la competenza
a tutte le Ville e Dimore storiche del Lazio, per evitare che casi come
quello di Villa Muti possano ripetersi.
Certamente la realizzazione di un esclusivo e lussuosissimo condominio
non è la forma migliore per recuperate una villa del ‘500
di cotanta importanza storica ed architettonica , tuttavia vorrei ricordare
che sono decenni che Villa Muti si trova in uno stato di fatiscenza e
di abbandono progressivo e che i privati proprietari delle ville Tuscolane
vengono lasciati soli a gestire patrimoni tanto importanti quanto costosi,
ricevendo più spesso divieti che non sostegni.
Nondimeno va considerato che i tagli al bilancio I.R.Vi.T. sono stai così
forti che ciò che è rimasto è appena sufficiente
a far fronte alle spese vive, cosa che più volte ho sottoposto
all'attenzione dei competenti organi Regionali chiedendo con insistenza
un aumento dei fondi destinati al recupero di Villa Muti, poiché
i pochissimi disponibili sono stati unicamente sufficienti ad uno studio
pre-progettuale di massima che comunque ho provveduto ad avviare.
- Dott. Lavagnini, Ritiene che per Villa Muti si
possa trovare una soluzione?
La soluzione c'è, e può essere adottata
in breve tempo con un intervento congiunto Stato-Regione consentendo all'I.R.Vi.T.,
come più volte ho sostenuto, di acquisire la proprietà della
Villa e realizzare il progetto del Museo e dell'Accademia internazionale
del restauro dei giardini storici
all'italiana che costituirebbe un polo attrattivo culturale e turistico
di interesse nazionale ed internazionale e che permetterebbe di riconsegnare
la fruizione della Villa alla comunità portando grandi benefici
anche economici al territorio ed alla Regione.
- Ritiene che possano essere reperiti i fondi necessari?
Data la situazione ritengo che sia un dovere
verso gli italiani di tutte le Istituzioni interessate e mi sto prodigando
per ottenere gli stanziamenti necessari alla realizzazione del progetto.
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