Caso Villa Muti

Da qualche giorno si è ripresentato all’attenzione dei lettori il caso che riguarda Villa Muti.

La nuova giunta di centrodestra di Grottaferrata, in barba al decreto del Ministero dei Beni Culturali del 2.10.1998 che sconfessava un precedente parere favorevole dell’allora Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio per l’uso residenziale della Villa, ha rilasciato una concessione edilizia per la realizzazione di circa 48 appartamenti residenziali a Villa Muti. Sul caso abbiamo voluto intervistare il Dott. Silvio Lavagnini, Commissario Straordinario Regionale all’I.R.Vi.T.

– Dott. Silvio Lavagnini cosa pensa sul caso Villa Muti?

Con la legge n. 43 del 1992, istitutiva dell’Ente, la Regione Lazio ha posto le Ville Tuscolane tra cui Villa Muti sotto la competenza dell’Ente.
L’I.R.Vi.T. già da tempo ha sollecitato una soluzione che evitasse una simile problematica, infatti, sotto indicazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio, la precedente gestione dell’Ente aveva cercato di dar seguito ad un progetto che prevedeva di realizzare a Villa Muti la Scuola di restauro del giardino storico all’italiana.
Progetto di cui ho trovato traccia all’atto del mio insediamento che ho ritenuto valido ed ho rivisto ed arricchito prevedendo che a Villa Muti potesse essere realizzato il Museo dei Giardini storici delle Ville Tuscolane e la sede dell’Accademia internazionale del restauro dei giardini storici all’italiana e che ha raccolto assenso favorevole della Regione Lazio.
Purtroppo il poco tempo trascorso dalla mia nomina a Commissario, la politica dei tagli alla spesa del bilancio adottata dalla Regione che ha pesato fortemente anche sull’I.R.Vi.T., la legge finanziaria regionale 2007 che ha previsto la trasformazione degli Enti dipendenti dalla Regione in
agenzie regionali, la polemica sugli Enti inutili, hanno rallentato il reperimento dei fondi necessari per la realizzazione del progetto, anche se l’I.R.Vi.T. come dimostra il caso Villa Muti è un Ente indispensabile.
Nel caso specifico voglio sottolineare che già da tempo mi sto battendo per ampliare i poteri esecutivi dell’Ente ed allargarne la competenza a tutte le Ville e Dimore storiche del Lazio, per evitare che casi come quello di Villa Muti possano ripetersi.
Certamente la realizzazione di un esclusivo e lussuosissimo condominio non è la forma migliore per recuperate una villa del ‘500 di cotanta importanza storica ed architettonica , tuttavia vorrei ricordare che sono decenni che Villa Muti si trova in uno stato di fatiscenza e di abbandono progressivo e che i privati proprietari delle ville Tuscolane vengono lasciati soli a gestire patrimoni tanto importanti quanto costosi, ricevendo più spesso divieti che non sostegni.
Nondimeno va considerato che i tagli al bilancio I.R.Vi.T. sono stai così forti che ciò che è rimasto è appena sufficiente a far fronte alle spese vive, cosa che più volte ho sottoposto all’attenzione dei competenti organi Regionali chiedendo con insistenza un aumento dei fondi destinati al recupero di Villa Muti, poiché i pochissimi disponibili sono stati unicamente sufficienti ad uno studio
pre-progettuale di massima che comunque ho provveduto ad avviare.

– Dott. Lavagnini, Ritiene che per Villa Muti si possa trovare una soluzione?

La soluzione c’è, e può essere adottata in breve tempo con un intervento congiunto Stato-Regione consentendo all’I.R.Vi.T., come più volte ho sostenuto, di acquisire la proprietà della Villa e realizzare il progetto del Museo e dell’Accademia internazionale del restauro dei giardini storici
all’italiana che costituirebbe un polo attrattivo culturale e turistico di interesse nazionale ed internazionale e che permetterebbe di riconsegnare la fruizione della Villa alla comunità portando grandi benefici anche economici al territorio ed alla Regione.

– Ritiene che possano essere reperiti i fondi necessari?

Data la situazione ritengo che sia un dovere verso gli italiani di tutte le Istituzioni interessate e mi sto prodigando per ottenere gli stanziamenti necessari alla realizzazione del progetto.

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